Gioco d'azzardo: A Pavia la battaglia delle mogli per fermare i mariti giocatori

Affaritaliani.it Martedì, 6 novembre 2012 - 11:51:0

Stop al gioco d'azzardo. "Per favore fermate i nostri mariti, i nostri figli, i nostri genitori. Chiediamo che vengano ufficialmente interdetti".

Questa la richiesta presentata nell'ultimo mese da venti persone al tribunale di Pavia. Una schiera di parenti preoccupati perché i loro familiari si stanno rovinando con il gioco. La casistica è molto varia, ma spesso ricorre la storia di chi ha molte giornate 'vuote', come pensionati e cassaintegrati.

 Come racconta il Corriere della Sera, la cittadina lombarda è quella dove secondo le statistiche la spesa pro capite per le scommesse è più alta.

Per la disperazione le famiglie chiedono al giudice che il loro parente non possa più disporre del suo conto in banca e dei suoi beni, cosa che si fa di solito con persone affette da una patologia psichiatrica o senile.

 Finora nessuno ha mai tentato di estendere il concetto a chi è schiavo del gioco e probabilmente questo tentativo si risolverà in un nulla di fatto, perché la dipendenza dal gioco non è riconosciuta come malattia sociale e non è dimostrabile nei Tribunali.

Ma l'azione di protesta rende l'idea dello stato di disperazione delle famiglie. A Pavia c'è una slot machine ogni 136 abitanti e il denaro giocato nelle scommesse equivale al 7,8% del prodotto lordo locale, pari a oltre 2 mila 800 euro all'anno pro capite. In città c'è stato persino il primo corteo contro le slot machine, aperto dal vescovo.

E il consiglio comunale si sta dando da fare: lo scorso giugno ha votato una delibera che impedisce il funzionamento delle slot machine a meno di 500 metri da scuole, chiese, ospedali e obbliga i gestori dei locali ad adottare rigide misure edilizie e sistemi di sorveglianza.

 Ma l'ostacolo rischia di essere aggirato perché le società che installano le macchinette offrono un "pacchetto" che include sistemi di videosorveglianza e d'allarme, tivù al plasma e abbonamento a Sky. E quello che è successo a Verbania costituisce un precedente che rischia di vanificare questa lotta: l'amministrazione aveva introdotto un regolamento simile a quello di Pavia, ma i "signori" delle slot machine hanno presentato ricorso e lo hanno vinto.

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