Gli Scenari Mondiali di Uso di Felice Nava

Oggi il consumo di cocaina è epidemico in tutto il mondo.

L’uso di cocaina ha cominciato ad assumere una dimensione mondiale sul finire degli anni ’60 quando come bene racconta il documentario Cocaine Cowboys del 2006 di Billy Corben i cartelli del narcotraffico colombiano cominciarono ad inondare di cocaina gli Stati Uniti attraverso le basi di partenza dello spaccio presenti a Miami in Florida ed incredibilmente controllati da una sola donna: Griselda Blanco detta La Madrina.

Da allora la maggior parte delle organizzazioni criminali cominciarno a trafficare e spacciare la cocaina nel mondo occidentale attraverso la creazione di una rete di accordi con i produttori che a quell’epoca erano guidati dal famoso cartello di Medellin il cui capo indiscusso era Pablo Escobar.

Dagli anni 90 in poi  la produzione ed il traffico di cocaina assunsero sempre di più le dimensioni di un affare internazionale e politico in grado di obbedire rigorosamente ed esclusivamente alle leggi del mercato dove protagonisti non sono solo le organizzazioni criminali ma anche veri e propri Stati che oggi basano gran parte della loro economia sulla produzione e sul traffico della droga.

Nel 2008 sono stati più di 150 mila gli ettari coltivati a coca e più di 800 le tonnellate di cocaina pura prodotte al mondo.

A questo si deve aggiungere che la “guerra globale” alla produzione di cocaina e al sua traffico dichiarata qualche decennio fa dalle Nazioni Unite si è rilevata fallimentare.

Particolarmente odiose sono state a questo proposito le cosiddette “campagne di fumigazione”, cioè di distruzione delle piantagioni di coca attraverso la diffusione aerea di pesticidi che hanno visto esclusivamente la devastazione di grandi aree agricole e di piantagioni con un grave danno alla salute alla popolazione (soprattutto con gravi lesioni cutanee), in particolare nei bambini.

Oggi il mercato della cocaina è più florido che mai ed il suo consumo è epidemico. I cartelli del narcotraffico hanno ormai stretto legami d’affari con le maggiori organizzazioni criminali e anche con i governi di molti Stati canaglia soprattutto dell’ex Europa dell’Est.

A tale proposito basta ricordare come in Europa il traffico della cocaina sia esclusivamente gestito dalle organizzazioni criminali mafiose prime fra tutte la camorra e l’ndrangheta

Ed è proprio la fame di sempre maggiori guadagni insieme alla necessità della disponibilità di sempre maggiori quantitativi della sostanza che hanno portato in pochissimi anni a ridurre la purezza della cocaina che è scesa dal 70% degli anni ‘80 a meno del 50% d’oggi, mentre il prezzo di vendita si è ridotto notevolmente.

Oggi sono disponibili sul mercato diverse forme di cocaina, oltre alla tradizionale polvera idro-cloridrata, come ad es. il crack, cioè la forma basica, che viene fumata e venduta per poche decine di dollari, oppure anche dosi di sostanza con una purezza inferiore al 10% (conosciute come “spillo”) e spesso anche tagliate con materiali particolarmente nocivi fra cui, nelle migliori delle ipotesi, amfetamine ed anestetici locali e nelle peggiori con molecole particolarmente dannose per la salute.

Di recente è stato rilevato infatti come la cocaina presente sul mercato venisse tagliata con il levamisole, un antiparissitario, in grado di procurare forme estremamente pericolose di agranulocitosi ma che viene aggiunta dai pushers per la capacità della molecola di aumentare i livelli cerebrali di dopamina attraverso l’inibizione del trasportatore della dopamina.

Oggi in Italia si contano più di 600 mila consumatori problematici di cocaina ed i dati ufficiali dimostrano che il nostro Paese rappresenta, insieme a Spagna e Regno Unito, la Nazione europea con la più alta prevalenza del consumo di cocaina. Si calcola infatti che in Italia quasi il 7% della popolazione adulta ha consumato cocaina almeno una volta nella vita contro il 3% della media europea (Relazione al Parlamento, 2009; OEDT Relazione Annuale, 2008).

Non resta pertanto che attrezzare e sostenere con maggiore forza ed incisività in Italia i Servizi per le Tossicodipendenze e le Comunità Terapeutiche in modo da affrontare efficaciamente una epidemia che può minare nelle fondamenta l’intera Società occidentale, già profondamente in crisi ed in declino.

Felice Nava medico specialista in Farmacologia Clinica e Psicoterapia ad indirizzo Cognitivo-Comportamentale, Dottore di Ricerca in Neuroscienze, Dipartimento delle Dipendenze, ULSS n. 8, Castelfranco V.to, Treviso