Cocaina e patologie correlate

Se fino alla fine degli anni settanta la cocaina non trovava posto tra le sostanze stupefacenti “nobili” (quali alcol e eroina ), ed era opinione comune che fosse abbastanza sicura, attualmente si è  diffusa in modo straordinario provocando imponenti conseguenze di ordine sanitario, legale ed economico.

L’età di utilizzo è scesa coinvolgendo studenti e giovani imprenditori grazie alla facile accessibilità ( oggi costa pochissimo e si trova facilmente) e all’associazione con immagini di successo e di potere. Chi usa cocaina inoltre è spesso convinto di poter controllare l’assunzione e di non incorrere in alcuna problematica connessa all’uso. In realtà  poiché gli effetti negativi sia fisici che psichici frequentemente compaiono in tempi dilatati, gli utenti mostrano una scarsa consapevolezza pertanto continuano ad usare con la convinzione che “non è possibile che succeda a me, che riesco ad usarla in modo controllato”.

 Questi pazienti riescono a chiedere aiuto soltanto quando si trovano in situazioni di emergenza, più facilmente sociali ed economiche,molto raramente giungono in seguito ad eventi di natura sanitaria. La presa in carico evidenzia infatti uno sbilanciamento verso la parte psicologica e sociale probabilmente anche a causa della mancanza di una specifica terapia in grado di contrastare l’uso della cocaina pertanto risulta più difficoltoso ed impegnativo seguire questa tipologia di pazienti che tendono a dilazionare i tempi di effettuazione delle indagini richieste e a trascurare con apparente superficialità l’esito delle stesse.

La ricerca degli effetti piacevoli della cocaina infatti, lascia passare in secondo piano le complicanze, rare all’inizio della tossicodipendenza ma che diventano progressivamente più frequenti e gravi in relazione  alla dose, alla durata dell’abuso e alla via di somministrazione. L’uso cronico quindi evidenzia oltre a patologie psichiatriche, che possono instaurarsi in modo lento e progressivo o in modo brusco in funzione della personalità del soggetto, anche effetti neurologici,polmonari e cardiovascolari e renali, disturbi gastrointestinali, epatici , cutaneo-mucoso ed altri disturbi somatici. Inoltre particolarmente frequenti sono le patologie infettive correlate tra cui le epatiti, l’HIV e le malattie sessualmente trasmesse.

 Per quanto riguarda le patologie cardiovascolari, se il dolore retrosternale è presente nel 40% dei casi di accesso al pronto soccorso a seguito di assunzione di cocaina e l’pertensione arteriosa e le crisi ipertensive sono molto frequenti, tuttavia, nonostante la giovane età (31-34 anni), l’ischemia e l’infarto del miocardio sembrano essere le più frequenti complicanze. L’assunzione di cocaina è inoltre correlata alla comparsa di aritmie di vario grado.

Tra i numerosi meccanismi proposti per spiegare l’insorgenza di tali patologie nei pazienti che abusano di cocaina, indipendentemente dalla modalità di assunzione, dobbiamo citare la trombosi coronarica, l’aumento della richiesta di ossigeno da parte del miocardio, lo spasmo coronarico e la presenza di lesioni aterosclerotiche. E’ stato rilevato inoltre che la cocaina sulla base della sua tossicità intrinseca può causare un deterioramento  acuto della funzionalità sia sistolica che diastolica del ventricolo sinistro.

Negli assuntori per via endovenosa è possibile rilevare una maggiore frequenza di endocardite batterica mentre in quelli che usano pervia inalatoria o usano crack  a causa dell’ipertensione arteriosa e dell’aumento delle catecolamine circolanti aumenta l’incidenza di aneurismi delle coronarie  o di rottura dell’aorta.

Altre possibili conseguenze nell’uso della cocaina sono le tromboflebiti superficiali e profonde attribuibili sia alla vasocostrizione e sia allo stimolo dell’aggregazione piastrinica indotta dalla sostanza, ma anche al possibile meccanismo irritativo indotto dalle polveri del taglio presenti nella cocaina.  

Le complicanze vascolari cerebrali sia di natura emorragica che ischemica che possono far seguito all’assunzione di cocaina sono sicuramente un’evenienza drammatica.

Dal punto dio vista neurologico , a causa dell’ipertensione arteriosa si verifica un aumento dei casi di cefalea, inoltre si verificano con una frequenza dall1 al 29% immediatamente dopo l’assunzione o alcune ore dopo, episodi  convulsivi con scosse tonico-cloniche che in genere risolvono spontaneamente senza necessità di terapia farmacologica.

Nelle morti associate all’uso di cocaina si rileva spesso un quadro clinico di delirio eccitatorio che si presenta con una sintomatologia caratterizzata da comparsa improvvisa di un comportamento aggressivo e violento che si associa ad ipertermia, paranoia e comportamenti particolari associato a grida inaspettate a cui può far seguito arresto cardiorespiratorio.

Non trascurabili sono le complicanze polmonari che si manifestano con tosse, dispnea, episodi asmatici  ed emottisi e, in alcuni casi, pneumotorace, pneumopericardio e pneumomediastino o infine edema polmonare non cardiogeno. Un quadro sintomatologico a parte va menzionato per gli utilizzatori del crack che possono manifestare oltre alle già citate patologie un catarro carbonaceo (black sputum) dovuto ai residui carbonacei presenti nel materiale utilizzato per scaldare la cocaina. Occorre descrivere inoltre una sindrome il cosidetto “crack lung “ che si presenta in genere da 1 a 48 ore dopo l’assunzione di crack che si manifesta con febbre, dolore toracico, tosse con emottisi, dispnea, broncospasmo prurito, emorragia  edema ed interstiziopatia polmonare. Ancora a seguito dell’uso di crack si può osservare un danno polmonare acuto  per un severo danno termico delle vie respiratorie da rapido ed elevato riscaldamento intratracheale con flogosi acuta e possibile stenosi tracheale che richiede risoluzione chirurgica.

Meno frequenti sono le complicanze gastrointestinali che si realizzano con ischemia e perforazione intestinale. Alterazioni della funzionalità epatica sono presenti negli assuntori di cocaina che si accentuano nei soggetti che abusano anche di alcoolper la epatotossicità del cocaetilene, molecola altamente citotossica che si viene a generare. Sono riportati anche casi di infarto splenico.

Si verifica inoltre si per gli assuntori per via endovenosa, sia per quelli che usano la via inalatoria un aumento dei casi di epatiti virali e di altre infezioni per la contaminazione della sostanza o degli strumenti adoperati.

Tra le complicanze renali sono possibili infarti o quadri di insufficienza renale acuta.

Importanti sono gli effetti della cocaina sulle performances sessuali con effetti acuti e cronici del tutto opposti.Se da una parte aumenta il desiderio e l’eccitazione, dall’altra inibisce l’orgasmo in entrambi i sessi. 

Complicanze particolari sono state rilevate inoltre a carico della cute con comparsa di lesioni discromiche, ipercheratosiche e a volte lesioni necrotiche,  dell’apparato otorinolaringoiatrico che presenta perdita dell’olfatto, sinusite frontale, atrofia della mucosa nasale, perforazione e  necrosi del setto nasalenasale e patologie a carico dell’occhio dove possono aversi diminuzione dell’acuità visiva, cecità improvvisa per occlusione dell’arteria centrale  retinica lesioni corneali, endoftalmite in seguito ad infezioni locali o sistemiche, offuscamento della vista o il cosiddetto “crack eye” irritazione causata dal fumo con danno corneale. Ulteriori complicanze legate all’uso della cocaina sono l’ipertermia, rabdomiolisi ed infina acidemia che rappresenta un importante quadro tossico che può avere grande rilevanza nei casi di morte.

Sono da non sottovalutare infine, come causa di incidenti stradali, le alterazioni dei riflessi e dei tempi di reazione sia per una sottostima dell’entità dei rischi , sia per una eccessiva fiducia nelle proprie capacità, che si verificano soprattutto se all’assunzione di cocaina si associa anche l’abuso di bevande alcoliche.

Dott.ssa Anna De Filippis dirigente medico tossicologia clinica D3D Frosinone